Premessa: ho sempre trovato Verdone molto "fisico" sulla scena e questo ha sempre reso i suoi personaggi vincenti perchè molto concreti, grotteschi nelle loro sfaccettature caratteriali. Per questo molto divertenti. Caricature di personaggi che vediamo nei locali, in vacanza, credo ovunque. C'è un pò di Callisto Cagnato, il professore di storia dell'arte molto rigido con gli altri ma mai con se stesso, in me. Cinico nei confronti del sesso, fa di tutto per mostrarsi all'altezza di chiunque, di qualunque situazione e di qualunque luogo. Maschera che spesso si indossa, indosso, indossavo, per potermi auto-convincere di essere all'altezza di ogni situazione. C'è un pò di Enza Sessa, moglie del coatto Moreno Vecchiarutti, in me. Alla perenne ricerca di conferme da parte del proprio uomo, non si accorge che le migliori conferme potrebbe trarle da lei stessa, sola e come donna. C'è un pò di Leo, il boy scout tardone (sia d'età sia di comprendonio) che gestisce ogni evento della vita con "è andata così", in me. Forse c'è un pò di qualsiasi caricatura in noi. Il film è divertente, secondo e terzo episodio da risata continua. Consiglio per seratina divertente, con amici o partner. Soprattutto se quest'ultimo ha sempre più bisogno di ridere, o semplicemente sorridere.... senza momentanei pensieri.mercoledì 26 marzo 2008
Callisto Cagnato ed il boccaglio ed Enza Sessa
Premessa: ho sempre trovato Verdone molto "fisico" sulla scena e questo ha sempre reso i suoi personaggi vincenti perchè molto concreti, grotteschi nelle loro sfaccettature caratteriali. Per questo molto divertenti. Caricature di personaggi che vediamo nei locali, in vacanza, credo ovunque. C'è un pò di Callisto Cagnato, il professore di storia dell'arte molto rigido con gli altri ma mai con se stesso, in me. Cinico nei confronti del sesso, fa di tutto per mostrarsi all'altezza di chiunque, di qualunque situazione e di qualunque luogo. Maschera che spesso si indossa, indosso, indossavo, per potermi auto-convincere di essere all'altezza di ogni situazione. C'è un pò di Enza Sessa, moglie del coatto Moreno Vecchiarutti, in me. Alla perenne ricerca di conferme da parte del proprio uomo, non si accorge che le migliori conferme potrebbe trarle da lei stessa, sola e come donna. C'è un pò di Leo, il boy scout tardone (sia d'età sia di comprendonio) che gestisce ogni evento della vita con "è andata così", in me. Forse c'è un pò di qualsiasi caricatura in noi. Il film è divertente, secondo e terzo episodio da risata continua. Consiglio per seratina divertente, con amici o partner. Soprattutto se quest'ultimo ha sempre più bisogno di ridere, o semplicemente sorridere.... senza momentanei pensieri.martedì 25 marzo 2008
venerdì 21 marzo 2008
Hut - Chapèu - Chapeau - Hat - Hoed - Hatt - Sombrero
....tanto di "cappello".Ho letto di lei, tanto, ho sentito racconti di lei, ho visto lei...
Avete presente la sensazione-emozione provata nel leggere-sapere-osservare un qualcosa che per se stessi è semplicemente affascinante? Cita un noto dizionario della moda:
Personaggio emblematico del mondo della moda, con il gusto della provocazione colta e irriverente: per vocazione estetica, per professione editoriale, per inclinazione, appassionata e originale raccoglitrice e collezionista di "pezzi" di abbigliamento (trappole estetiche), ma anche di libri, di oggetti, di musica, di "cose", che liberamente interpreta con una precisa finalità: estetizzare il "momento contemporaneo". Pezzi, oggetti (a volte anche parole) ricercati, scavati in peregrinazioni in tutto il mondo, con un raro talento e un occhio sensibile al famoso "quid". In questo esercizio costante, ha avuto due eccellenti maestri: il marito (sposato a New York nel 1962) Alfa Castaldi, fotografo, personaggio di vasta ed eclettica cultura, e l'inglese Vern Lambert eccentrico collezionista di abiti antichi. Sempre seguendo un suo personale fantasioso filone di sottile humor, di moderno e ironico divertimento, una particolare logica-illogica, un del tutto personale "egotrip", gli abiti da collezione-non collezione di Anna Piaggi sono via via usciti da armadi e minuziose catalogazioni, per trasformarsi nel vissuto quotidiano. Abiti da indossare su un astratto ideale palcoscenico, in una fantasiosa interpretazione, tra razionale e irrazionale, avente, come punto di riferimento, la moda e come finalità una provocazione moderna. Abbinamenti, contaminazioni, accostamenti che coinvolgono anche il linguaggio diverso e creativo (vedi per esempio le sue famose presentazioni per le collezioni Missoni). Sul filo assolutamente originale di una vocazione coltivata per professione, di una rara sensibilità, di una inventiva, capace di interpretare stili, mode, epoche, musica, oggetti, Anna Piaggi si muove in un mix dissacratore ostentato con suprema intelligente indifferenza e padronanza assoluta dell'effetto. È milanese, di educazione e formazione classica, inizia come traduttrice per la casa editrice Mondadori, diventa giornalista di moda negli anni '60, quando viene chiamata sempre dalla Mondadori come fashion-editor per l'esordiente mensile Arianna, a cui imprimerà il segno forte e innovativo di un gusto moderno, nuovo e dove lavora in tandem con il marito Alfa Castaldi, che diventerà uno dei più noti e intelligenti fotografi italiani; con lei collaborerà come redattrice Anna Riva. Negli anni '70, Anna sarà "editor at large" per la Condé Nast e introdurrà con i suoi servizi speciali grandi fotografi come Chris von Wangenheim, Giampaolo Barbieri e naturalmente Castaldi. Dall'81 all'84 studia il progetto e dirige Vanity (Condé Nast), un sofisticato e interessante esperimento di ricerca di un nuovo linguaggio, impostato su una trama di straordinari disegni, con il grande artista americano Antonio Lopez e introduzioni di argomenti forse troppo sofisticati e difficili per quei lontani tempi, travolti da un frenetico consumismo. Nell'88 inizia su Vogue Italia la sua rubrica (divenuta cult), "D.P. Doppie Pagine di Anna Piaggi" che tuttora prosegue e che, dopo dieci anni, ha dato vita al libro Fashion Algebra (Leonardo Arte, '99), incredibilmente ricco di personaggi, spunti, rimandi, citazioni con un linguaggio reinventato, dalla sonorità personalissima ma sempre estremamente informato, documentato, costantemente "avant-garde". Ha un peso internazionale, questa giornalista-esteta dalle vibranti antenne, questa scrittrice sofisticata, questa ricercatrice acuta di fatti (misfatti), cose e casi, personaggi emergenti, famosi, sconosciuti. Sia nell'approccio agli argomenti, sia nella brillante scrittura, sia negli accostamenti che spaziano sui più diversi temi della cultura moderna e del costume attuale, raggiunge un raro vertice di stimoli visuali, azionando misteriose molle di provocazione culturale. È stata per diversi anni ('93-97) opinionista di moda e società su Panorama e ha collaborato ai vari Vogue internazionali. Dall'87 all'89 cura una rubrica di moda e costume per L'Espresso Più. Il celebre stilista Karl Lagerfeld (Chloé, Chanel, Fendi) l'ha scelta a sua musa e le ha dedicato, negli anni '80, un fantasioso libro Anna-chronique (Longanesi, '86) di cui Anna Piaggi è l'assoluta eroina-interprete, raccontata con i disegni di Lagerfeld attraverso eventi straordinari e situazioni oniriche: la ricerca è di Vern Lambert, il testo della stessa Anna Piaggi. Il libro è stato pubblicato anche da Thames Hudson con il titolo A Fashion Journal.
Il salame
Una donna è geneticamente ben predisposta al salame. Di qualsiasi natura questo sia. Non so se sia per la forma fallica o per la derivazione suina (per lo più, non sempre). Ma date una salame ad una donna e questa vi ringrazierà. Pensiero veloce e brillante avuto durante una pausa "lavoro", in cui si "sfettlava" un salame in compagnia e si rideva a crepapelle, mangiando fettone alte un dito con cracker "dietetici senza sale e grassi aggiunti". Però il salame era di puro suino, nostrano. Morbido. Da qualche parte la "maialata" si doveva pur fare.giovedì 20 marzo 2008
wuuuuuuuu, tre metri sopra il pelo
Tu, omino dei miei sogni, dopo 10 anni mi fai rizzare ancora il pelo (delle braccia) all'ascolto di questa canzone.Grazie, di cuore.
You, man of my dreams, make my hair raising listening this song.
Thank you very much.
(in inglese poichè lui mi possa leggere e capire, gli manderò il link a questo blog... potrebbe nascere una storia molto LOVE SEX MONEY).
I hurt myself today
To see if I still feel
I focus on the pain
The only thing that's real
The needle tears a hole
The old familiar sting
Try to kill it all away
But I remember everything
What have I become?
My sweetest friend
Everyone I know
Goes away in the end
You could have it all
My empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
I wear this crown of shit
Upon my liar's chair
Full of broken thoughts
I cannot repair
Beneath the stain of time
The feeling disappears
You are someone else
I am still right here
What have I become?
My sweetest friend
Everyone I know
Goes away in the end
You could have it all
My empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt
If I could start again
A million miles away
I would keep myself
I would find a way
martedì 18 marzo 2008
Forse è il momento....
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